Fermare un tornado

1-tornado-on-the-move-toni-grote (FILEminimizer)

Si chiama “Effetto farfalla”, descrive come un battito di ali dell’ insetto in Brasile possa essere l’ innesco per una catena di eventi che causeranno un uragano nel Texas. Questa parodia nella realtà serve a rendere l’ idea di quanto sia apparentemente impossibile prevedere e provvedere alla furia di un tifone, ciclone, tornado, data l’ estrema delicatezza di un sistema così facilmente influenzabile anche da un evento apparentemente insignificante.

Del resto, che ci vuoi fare ? Le forze in campo poi sono così grandi, gli spazi enormi, l’ aria fredda di un territorio grande come il Canada, mescolata all’ aria calda del Mexico, può provocare un processo disastroso come un tifone a Miami.

Ma il tifone, il tornado, l’ uragano, quando iniziano a formarsi, non sono poi così grandi.
E’ quello il momento di intervenire, stroncando la formazione di energia distruttiva sul nascere, prima che sia ormai troppo tardi.
tifone filippine
Il tifone Haiyan visto dal satellite mentre sovrasta le Filippine nel novembre 2013

 

La meteorologia, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante, satelliti sofisticati possono prevedere “che tempo che farà” fra due ore, tre giorni oppure fra una settimana, in ogni angolo del mondo basta guardare sul cellulare e osservare nel dettaglio il meteo di quel preciso luogo, per avere una previsione dedicata, quasi personalizzata.
Quindi dal satellite il tornado, il tifone, l’ uragano, si vedono.
Qualcuno ha mai pensato di fermarli?  Ebbene si.
Se qualsiasi tempesta è il frutto di una miriade di minimi fattori, la strategia di base è quella di prendere il più piccolo di questi fattori, quello più suscettibile al cambiamento, e cambiarlo. Come se volessimo fermare una fabbrica del male buttando una chiave nel pignone più piccolo degli ingranaggi, nella speranza che, perturbando una piccola parte del sistema, tutta la linea sia costretta a fermarsi.
Le idee vere e proprie sono tre, vediamole in sintesi:
1)Un tornado per formarsi ha bisogno di una cappa fredda, piovosa, ed una calda ascensionale. Per interromperne la formazione bisogna scaldare la cappa fredda , influenzando artificialmente la temperatura nella zona dove si sta formando l’ evento. L’Agenzia spaziale europea (l’ Italia è un degno rappresentante) ha finanziato gli studi iniziali per la messa a punto di speciali satelliti in grado di captare energia solare ed emettere fasci di onde scaldanti verso terra. Scaldata l’ aria , mancherebbe uno dei due componenti di innesco.
2)Gli uragani traggono la maggior parte della loro energia dall’ evaporazione dell’ acqua del mare. L’idea è di spruzzare un sottile strato di olio sull’ acqua , questo dovrebbe indebolire sensibilmente la forza della tempesta
3)Deviare il percorso dell’ uragano riscaldando l’ atmosfera davanti ad esso, con il sistema dei satelliti visti al punto 1
Altre proposte su sistemi piu’ o meno fattibili, certamente costosissimi, sono state fatte nel tempo , per fermare tifoni, tornado, uragani, Bill Gates si è preso a cuore il problema e nel 2009 ha finanziato un progetto ora diventato un brevetto per sviluppare un sistema costoso qui  
ed anche uno relativamente meno costoso realizzato con gli pneumatici usati che uniti a migliaia a mo di isole galleggianti radiocomandate potrebbero essere utili ad innalzare la temperatura dell’ oceano o del mare in un tratto dove se ne prevede il passaggio. qui

Un altro ricercatore americano, Ben Eastlund,ha proposto di utilizzare un sistema simile a quello progettato dalla Agenzia Spaziale Europea, simulando con successo, al computer, di sparare nell’ occhio del ciclone dei fasci di onde elettromagnetiche scaldandolo e così smorzandolo.
Questi sistemi potrebbero essere finanziati da ricchi magnati ma anche dalle stra miliardarie compagnie di assicurazioni internazionali, costrette in seguito a questi eventi a sborsare milioni di dollari in risarcimenti.

Poi ci sono tutti i metodi non convenzionali, i primi studi documentati per il controllo del clima risalgono ad una cinquantina di anni fa, Wilhelm Reich, un ricercatore americano, fu uno dei pionieri per quanto riguarda lo studio, la messa a punto di strumenti in grado di influenzare il clima , fermare un tifone.
Purtroppo per lui i suoi esperimenti erano facilmente replicabili, senza bisogno di mettere in orbita alcun satellite e senza grossi investimenti, alla portata di tutti , quindi pericolosi.  Piu’ di un tornado.

1 Comment

  1. Fester
    Nov 16, 2013

    Reich non era americano ma austriaco, si trasferì poi in america per proseguire i suoi studi e fondare la famosa scuola….poi venne arrestato dai criminali della FDA e probabilmente ucciso in cella (ufficialmentemorto d’infarto, come dire cest plus facile) guarda caso pochi giorni prima del suo pre-scarceramento per buona condotta. Per questo motivo ci tengo a precisare che il genio NON era assolutamente americano anzi…
    La sua “arte” è tanto sconosciuta quanto affascinante e meravigliosa..consiglio vivamente a tutti di leggere i suoi libri sull’energia orgonica o etere o manna o magnetismo animale o quintessenza o slancio vitale….atomo magnetico!
    Grazie Domenico per il tuo bellissimo lavoro..
    Ciao Fester

Rispondi a Fester Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*