Le parolacce che non ti ho mai detto

Porca puttanona!”….Segue un gelido silenzio, la casa ne è brinata come un freezer, mia moglie ed io ciguardiamo, sopra le nostre teste un fumetto, con dentro un punto di domanda……?Ma è proprio nostro figlio quello?Dove cacchio ha sentito quella parolaccia? Noi non ne diciamo mai!”
Le parolacce fanno parte del quotidiano, non se ne puo’ fare a meno, le usiamo anche quando non dovremmo, e questo è il premio che ci becchiamo.
Non è facile insegnare ai bambini a  non dirle portando il cattivo esempio, e poi noi grandi spesso ci sentiamo in diritto di usare il turpiloquio, soprattutto quando studi internazionali come quello della Norwick University of East Angliarivalutano le parolacce dette in ufficio, perche’ sarebbero utili alla produzione.l’uso di parolacce tabù sviluppa uno spirito di gruppo sul posto di lavoro. Le parolacce in ufficio renderebbero in sostanza i dipendenti più produttivi, perchè aiutano a combattere lo stress e contribuscono a creare solidarietà tra i colleghi”.
Questa ricerca scientifica non autorizza nessuno è a sentirsi giustificato. 🙂 Vero che smettere di dire parolacce è quasi come smettere di fumare, si inizia per gioco, per emulare gli altri, per sottolineare la nostra carente personalita’, e si finisce per dirle anche in presenza di anziani e bambini. Senza quasi rendersene conto.Strano che non esistano ancora manuali specifici con metodi per smettere di dirle, probabilmente perche’ non ci si accorge che anche la maleducazione è un vizio ed una abitudine.
Quindi la televisione, i compagni discuola materna o elementare, masoprattutto noi adulti ed i nostri malsani rapporti di lavoro, basati sulla competizione, sull’ ego, sonoi responsabili delle parolaccione dei bambini ?Hai voglia ad insegnare che possono usare termini come “porca paletta” , “che cavolo” quando, se in auto, mancano di darci la precedenza, dall’ Sud Africa al Polo, vola immediato un fragoroso vaffa…..
Concludendo, si’ alle parolacce in ufficio, se ci fa’ stare meglio e non comporta altre complicazioni, ma attenti alla eventuale presenza di bambini, (molto ricettivi) ed anziani, poco abituati alla secca volgarita’ ma piuttosto avezzi ad unfrasario, magari  dialettale, atto ad offendere maanche a sfogarsi ed abbassare la tensione di cui allego un breve, esilarante campionario.
Calabrese: I chimmu cachi luci! =che tu possa cagare il fuoco
I chimmu ticantanu a missa= ti possano cantare la messa (di requiem)
I chimmu ietti u sangu= potessi buttare il sangue
Milanese: Và a ciapà di ratt =letteralmente vai a prendere topi, in pratica vai a……..
Va da via al cu’ cun duert l’ umbrela=Vai a dar via il cu.. con l’ombrello aperto.
Facia de cull de can de cacia=  scioglilingua,faccia come il cu.. del cane da caccia.
Ehmmm……e chi ne ha piu’ ne metta, posta la tua simpatica parolaccia

6 Comments

  1. vincenzo
    Dic 13, 2010

    (alla Paolo Marra calabrese doc.) chi ti vo sucari nu dampu a vijidia e natadi alla vuccuzza e du stomacu mentri ta mangi nu turdillu

    (Ti possa succhiare un fulmine alla vigilia di natale alla bocca dello stomaco mentre ti mangi un dolcetto al miele tipico calabrese, u turdillu appunto, una specie di castagnola molto piu consistente, da assaggiare assolutamente anche senza lampo)

    Mitico!

  2. domenico
    Dic 13, 2010

    Wow, aggiungo ” chimmu sbampi ! ” = che tu possa prendere fuoco, calabrese.

  3. vincenzo
    Dic 13, 2010

    u cancariellu uschentu dicisti? u mangiu a matina cu lu lattu e la sira cu la dagana e ciciari cavudi cavudi

    ( il peperoncino piccante dici? lo mangio la mattina con il latte e la sera con tagliolini fatti in casa e ceci caldi caldi.)

  4. domenico
    Dic 13, 2010

    E la parolaccia simpatica dove minchia e’?

  5. vincenzo
    Dic 14, 2010

    ca vu schattari guallarusu

    che tu possa schiattare tipo con l’ernia molto accentuata da essere trasportata con la cariola

  6. denise rainieri
    Ago 11, 2011

    ciao io avrei bisognio di rivcevere le parolaccce in calabrese

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