Segreti Vaticani 2 : Padre Ernetti rompe il silenzio.

Il racconto è iniziato nel post del 18 aprile, “Segreti Vaticani:la macchina del tempo”, la cronaca di fatti che, se riconosciuti come reali, avrebbero potuto cambiare il mondo.Se non avete letto il post precedente farete fatica a comprendere l’evoluzione dei fatti.

Quindi vi conviene andare qui’ e leggere quel post ,che è stato pubblicato appena prima di questo.


Erano molti anni che non si sentiva più parlare del monaco benedettino Padre Pellegrino Maria Ernetti (1925-1994) e del cronovisore, 
una macchina che gli avrebbe permesso di captare, a ritroso nel tempo, la passione di Gesu’ sulla croce. Questi ormai da tempo aveva sospeso gli esperimenti e non rilasciava dichiarazioni sull’ argomento, avendo ricevuto ordini superiori in questo senso. Non gli era stato vietato pero’ di parlarne con amici e vedremo più avanti che proprio un suo amico raccoglierà importanti confidenze sull’ argomento. Eravamo rimasti al punto in cui Padre Borello, un altro fisico studioso della stessa materia di Padre Ernetti, dopo anni di ricerche pubblica il suo libro intitolato “Come le pietre raccontano”. Nella prefazione del libro di Don Borello,si illustra la sua teoria,si attacca Padre Ernetti e si screditano ulteriormente le sue ricerche. Secondo Don Borello, le dichiarazioni fatte da Padre Ernetti nel 1972 non possono corrispondere a realtà scientifica, a conferma di ciò racconta di avere incontrato appositamente il monaco benedettino a Roma, e che questi in quella occasione non gli abbia dato alcuna spiegazione scientifica sul funzionamento della macchina. Questa volta Padre Ernetti,provocato da un altro religioso come lui, reagisce e nel novembre 1990, quattro anni prima della sua morte, scrive una amareggiata lettera a Don Borello dove, oltre a minacciare una querela fra l’altro dice:

«L’esistenza dell’apparecchio (la macchina del tempo) è una sacrosanta verità», afferma Ernetti

«Che si abbia captato (con quella macchina) tante cose del passato è pure una verità;

che tra queste cose captate ci sia anche l’immagine di Gesù e il Thieste di Ennio è una verità».

Ora bisogna dire che anche le teorie e gli studi di Don Borello sono seri,e piuttosto interessanti. In pratica la sua critica a Padre Ernetti nella prefazione del libro aveva centrato lo scopo di scatenare la reazione del monaco benedettino e produrre questa lettera che ribadisce l’esistenza di una macchina per viaggiare a ritroso nel tempo. Di seguito, lo stralcio di un intervista a Don Borello da parte di Renzo Allegri del giornale Chi n° 45 del 10 novembre 1999 che rimette in discussione anche l’ immagine captata del Cristo:

La foto di Cristo, che lui diceva di aver “captato” dallo spazio, venne da lei contestata.

R «Non fui io a contestarla, ma altri. Scoprirono che si trattava di una immagine di Cristo raffigurata nel santuario di Collevalenza, dipinta con indicazioni dettate da madre Speranza, una religiosa stigmatizzata e con fenomeni mistici. Ma Padre Ernetti sostenne che le critiche erano infondate, anzi deponevano a suo favore. Lo afferma proprio anche nella lettera che mi inviò nel 1990. Dice: “Il nostro Cristo fu captato nel 1953, mentre quello di Collevalenza venne realizzato circa sei anni dopo; e quando madre Speranza lo vide nella nostra foto, fece salti di gioia, perché corrispondeva a quello della sua visione: questi sono fatti storici».

D. Ammesso che la “macchina del tempo” di Padre Ernetti sia esistita, dove potrebbe essere finita?

R «Ernetti mi spiegò che le autorità civili e religiose, preoccupate per le conseguenze che simili invenzioni avrebbero potuto portare, gli avevano proibito di continuare le ricerche. E lui obbedì. Lo afferma anche nella lettera del 1990».

D. Esistevano veramente quei pericoli?

R. «È chiaro che una invenzione del genere “sconvolge” il mondo. Se si riesce a ricostruire quanto è accaduto, è possibile risolvere tutti i dubbi, tutti i delitti, tutte le congiure. Non ci sarebbero segreti, vita privata. Ogni azione, per il fatto che diventa energia, vagherebbe nello spazio e potrebbe essere captata da chiunque abbia il “cronovisore”».

Quindi, anche Don Borello, dopo questa lettera, sembra aver cambiato idea nei confronti di Padre Ernetti, perlomeno sulla buona fede di questi, ora egli non ha alcun dubbio. Molto avrebbero potuto ottenere insieme questi due studiosi, se fossero stati favoriti a collaborare, visto che la teoria di base era la stessa. La differenza consisteva nel “dove” andare a recuperare le tracce energetiche lasciate da ogni persona e se per Don Borello queste erano recuperabili nella materia, per Padre Ernetti si potevano captare nello spazio dove rimanevano, perpetue ed onnipresenti. Nell’ aprile 1994 Padre Ernetti muore, apparentemente portandosi il segreto del cronovisore nella tomba. Imprevisto arriva l’ennesimo cambio di fronte. Una lettera anonima arriva ad una rivista, l’ autore si presenta come il figlio di un caro amico di Padre Ernetti, dice di conoscerlo sin da bambino e che questi, in punto di morte, lo abbia chiamato al suo capezzale. L’anonimo dichiara che Padre Ernetti gli confessò tutta la storia del cronovisore come falsa. Nessuno sapra’ mai il nome di questa persona. Di nuovo, quindi, il monaco benedettino viene rimesso in discussione. Padre Brune, grande amico di Padre Ernetti, per rispetto della memoria dello stesso, nel 2002 pubblica un libro sull’ argomento, forte del fatto di aver raccolto molte confidenze di Padre Ernetti , avendolo frequentato in maniera continuativa per 30 anni e disposto a difenderlo a spada tratta. Il titolo del libro è “Il nuovo mistero del Vaticano”, viene ritenuto come un libro bomba, essendo scritto da un noto teologo francese ,che non si sofferma a criticare lo stato Vaticano o parlare di faccende papali, ma tratta unicamente della macchina che sarebbe servita per i viaggi nel tempo.  Padre Brune, in un intervista rilasciata al settimanale Chi n°29 del luglio 2002, conferma e rafforza la sua opinione, ben descritta nel volume correlato di informazioni inedite, frutto delle conversazioni con Padre Ernetti, circostanze precise, dettagli sconcertanti, nomi di scienziati che avrebbero partecipato al progetto, fra i quali alcuni Premi Nobel. Fra le molte cose rivelate nel suo libro Padre Brune riferisce di aver conosciuto Padre Ernetti nel 1964 e gia’ in quel tempo il cronovisore era stato sequestrato dal Vaticano. C’era stata una riunione con il Papa e poi, di comune accordo,la macchina era stata smontata e nascosta in una sala dello Stato Pontificio .

Di seguito uno stralcio dell’ intervista del settimanale Chi a Padre Brune:

D. Le fece i nomi degli scienziati che collaborarono con lui?

R. «Mi parlò di Enrico Fermi, di un allievo di Fermi, di uno scienziato portoghese, mi sembra si chiamasse De Matos, di un premio Nobel giapponese e di Werner von Braun, lo scienziato tedesco, inventore della V2, direttore della NASA e progettista del missile che ha portato l’uomo sulla luna. Secondo Padre Ernetti, von Braun fu il più importante suo collaboratore in questa scoperta. Complessivamente furono dodici gli scienziati che lo aiutarono a realizzare il cronovisore».

D. Esistono documentazioni di qualche tipo di questi esperimenti?

R. «Padre Emetti mi ha detto che tutto quello che videro venne anche filmato. Nel filmato si è perduta la tridimensionalità, ma resta pur sempre un documento straordinario. Questi filmati furono poi mostrati a Papa Pio XII, ed erano presenti anche il presidente della Repubblica Italiana del tempo, il ministro dell’istruzione e vari membri dell’Accademia pontificia. Quindi molte persone hanno visto e constatato».

D. Perché il Vaticano avrebbe “sequestrato” la macchina?

R. «Il Papa, i cardinali, gli scienziati, gli uomini politici che videro il cronovisore in funzione si resero subito conto della grande pericolosità di quello strumento. Se quella macchina fosse stata divulgata avrebbe sconvolto l’esistenza dell’intera umanità. Il cronovisore capta tutto ciò che è avvenuto, senza distinzione. senza poter selezionare. Non ci potrebbero più essere quindi segreti di Stato, segreti scientifici, industriali, commerciali, diplomatici, segreti personali. Non ci potrebbe più essere vita privata. Quella macchina in mano a governanti senza scrupoli avrebbe potuto instaurare la più feroce delle dittature. Furono perciò tutti concordi, compreso Padre Ernetti, a non divulgarla. Venne smontata e consegnata alle autorità ecclesiastiche».

D. Quindi la macchina ora si trova in Vaticano?

R. «Sì. Ma Padre Ernetti mi ha detto che i disegni del progetto si trovano depositati anche presso un notaio in Svizzera e presso un notaio in Giappone».

D. Per concludere questa nostra conversazione, lei quindi non ha alcun dubbio sulla reale esistenza della “macchina del tempo” inventata da Padre Ernetti?

R. «Nessun dubbio. Per avere dei dubbi in questo senso dovrei “calpestare” la serietà morale di un sacerdote straordinario, di uno scienziato eccezionale e di un grande amico. E io non ho nessunissimo appiglio per poter fare questo».   

I testi scritti in verde sono riproduzioni parziali delle interviste originali e descritte. Ringrazio Alberto Roccatano per i documenti relativi ai fatti forniti.A. Roccatano fra l’altro è l’autore del libro uscito a luglio 2008 “Un benedetto benedettino e l’audiovisore  temporale (distrutto)” edizioni Andromeda

5 Comments

  1. Hadraniel
    Apr 24, 2009

    Sconvolgente…soprattutto il fatto che COMUNQUE, se questa macchina è esistita, non è andata distrutta, ma ne esisterebbero i disegni; e addirittura il Vaticano possiede I PEZZI del prototipo.
    Quindi il PERICOLO di cui si sono tutti preoccupati non è stato eliminato ma solo occultato.

    Un bacione.
    Hadraniel

  2. domenico
    Apr 25, 2009

    Ciao Hadraniel, aspetto a trarre conclusioni,voglio prima leggere il libro di Roccatano, è in pratica l’ultima pubblicazione sull’ argomento. Personalmente ho anche pensato ad un’altra possibilita’. E se se questi viaggi fossero stati fatti da persone in grado di consultare le cronache della Akasha ?Sembra che ricercatori in America siano giunti a trasformare i pensieri e sogni in immagini. Cosa ne pensi? A presto. Un…….bacetto. mimmuccio

  3. Hadraniel
    Apr 29, 2009

    Caro Mimmuccio, la tua domanda è da un miliardo di euro!
    E suppongo che rimarrà senza risposta esauriente. Fantascientificamente è possibile che questa macchina del tempo si possa intrufolare anche in dimensioni molto sottili, ma se così fosse si sarebbero risolti tutti i dubbi e tutte le domande su chi siamo e da dove veniamo; e la consapevolezza così acquisita avrebbe dovuto eliminare immediatamente la paura della dualità (ossia del male).
    Di conseguenza penso che la macchina non sarebbe stata occultata, ma portata alla conoscenza di tutto il mondo.
    Temo invece che la cosa abbia delle funzioni ancora troppo terrene, perciò sicuramente pericolose in mano a persone senza scrupoli.
    Comunque attendo con piacere che tu legga il libro (veloce mi raccomando!) e che ci renda partecipi delle tue conclusioni. L’argomento è troppo affascinante…
    Ti ringrazio dei bacetti…e li ricambio con affetto. Ciao.
    Hadraniel

  4. Ed
    Gen 12, 2010

    Quando si dice “la verità vi renderà liberi”, eh?

    Credo però che la verità sia il cambio di regime in Vaticano. Dopo Pio XII c’è stata infiltrazione massonica (Papa Giovanni 23) con relativo cambio di obiettivi.

    Il cronovisore, come tutte le tecnologie potenti, è pericoloso solo se è disponibile ad una nicchia di persone. Se tutti ne avessero uno, il valore crollerebbe.

  5. william
    Gen 21, 2010

    interessante notare che, in un contesto totalmete diverso, quello dello spiritismo, ho letto un racconto di un padre che aveva messo una telecamera accesa davanti ad un televisore accesso ma non sintonizzato su nessun canale questo esperimento aveva prodotto delle immagini di volti impressi sulla pellicola che non si spiegava come fossero comparse e avendo trovato tra le altre il volto della figlia deceduta in precedenza si credette che fosse un modo per mettersi in contatto con un altra dimensioni quella dello spirito appunto. ora mi chiedo se, come di fatto si affermava nel racconto, queste tecnologie sono relativamente obsolete potrebbe essere una sconvolgente verità??? inoltre non è da sottovalutare una teoria che cerca di spiegare le apparizioni di fantasmi imputando tali fenomeni nella presunta proprietà di alcune pietre di poter catturare l’energia delle persone quando sono in vita per riproporle una volta decedute sotto forma di apparizioni spettrali… 🙂

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  1. Segreti Vaticani:la macchina del tempo. | Cambiare se stessi per cambiare il mondo. - [...] dell’ intervista pubblicata sulla Domenica del Corriere del 2 maggio 1972. La storia prosegue qui’Clicca a sinistra della foto…

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