Un fior fiore di Osteopata


Mentre il cancello si apriva sono rimasto a bocca aperta ad osservare quella casa di un incredibile azzurro /viola, alta, con il tetto a punta, completamente fuori luogo nel contesto in cui si trovava,
come se fosse stata trasportata li’ un minuto prima del mio arrivo. Ho parcheggiato la mia auto fra’ un camioncino dei pompieri ed una bambola, seduta ad un tavolino , per il the’. Mica è uscito nessuno ad accogliermi,ho seguito le voci di bambini che si sentivano provenire da dentro la casa, ed appena prima di chiedere permesso, sulla soglia è comparso uno che sembrava essere il commissario Montalbano in relax alla Marinella. Pantaloni corti, maglietta blu’ con una patacca (di succo di frutta ?) piu’ o meno appena sopra l’ ombelico. Scalzo. Orecchino. Sono fatto, ho pensato fra’ me e me. La casa sembrava PIENA di bambini. Invece erano solo tre, ma c’era un casino tale che potevano essere almeno trenta. Non intendo che ci fosse fracasso, anzi, i bambini stavano piu’ o meno tutti guardando un cartone animato in tele. Ma c’erano giochi in ogni dove, con una nonna affannata a prendere una palla di qua’, metterla la’, raccogliere i cuscini sparsi in soggiorno e metterli per errore in cucina, afferrare un bambolotto per la collottola, e sistemarlo sotto il divano. Gian Luigi, cosi’ si è presentato il…..ehm… dottore ? mi ha fatto entrare in un piccolo,accogliente studio. Classico il lettino, mi ci accomodo. Avevo gia’ accennato al telefono quali erano i miei disturbi , è bastato un breve riepilogo, poi abbiamo parlato di altro. Nel frattempo ha preso a premere con le dita in alcuni punti della nuca, ed insieme a tirarmi leggermente le orecchie. Si’ si’, proprio a tirarmi le orecchie. Dopo un poco ero cosi’ rilassato che ho preso volontariamente a parlare di come sia sconvolgente, secondo me, smettere di fumare. E’ una cosa che io ho fatto circa tre anni fa’, ma che ancora adesso ritengo abbia influenzato notevolmente un mio cambiamento personale anche a livello psicologico. Mentre parlavo mi rendevo conto che il discorso sembrava essere scaturito grazie alle pressioni che il medico stava esercitando sulla mia nuca. Wow!Che tipo! Si scusa un attimo e va’ a controllare che tipo di intruglio sta’ bevendo la sua bambina piccola,torna e il figlio grande si appoggia al lettino a chiedergli se E’ ORA DIMANGIARE IL GHIACCIOLO! Lui calmo, mai un segno di impazienza, “scusa”, mi dice… ”non ti preoccupare amico, ho due piccoli anche io”. Mi descrive la teoria osteopatica a grandi linee. Anzi, me la descrive in maniera essenziale. E’ un po’ come ristabilire un ritmo, accordare un violino, facendo un viaggio all’ interno del corpo fisico del paziente. Incontrando ostacoli, difficolta’ magari, l’ osteopata innesca una marea che partendo dal capo scende sino ai piedi per poi risalire e riscendere, ancora ed ancora, sino a diventare di nuovo il ritmo naturale della salute. Ed intanto parli, ti viene naturale, devi sforzarti di non raccontare al medico tutti i fatti tuoi. L’ osteopata fa’ scrocchiare le ossa delle spalle, i nervi del collo, testimoniando nei gesti una grande conoscenza dell’ anatomia del corpo umano, deciso ed imperioso, preme e rilascia, chiude ed apre cicli e flussi.e piano piano, la marea cominci a sentirla pure tu, che scende e sale, via via in maniera piu’ naturale. L’ essenziale è invisibile agli occhi, ogni volta che me ne dimentico la vita mi ripropone l’ insegnamento. Sono venuto da questo dottore per tentare di risolvere un problema di aderenze successivo ad una operazione subita 10 anni fa’, e mi ritrovo a conoscere una pratica che accomuna molte dellle mie ricerche e del mio vissuto personale.”Niente è per caso”,dice l’ anomalo dottore. Quando la seduta è finita, dopo una oretta, mi sento “accordato”. Le parole fluiscono sciolte,il mio passo ora è musica, ritmo. Adesso inizio a suonare, ci rivediamo fra’ 15 giorni, vi raccontero’…… Nota: la pratica delle cure osteopatiche non è riconosciuta in Italia (unico paese al mondo). Il medico che in Italia intende conoscere l’ osteopatia deve seguire un surplus di percorso universitario lungo altri 6 anni.

2 Comments

  1. Davide
    Lug 15, 2010

    Caro Amico,
    hai fatto Bingo e tombola insieme 🙂

    Ormai sei un razzo lanciato oltre la velocità della luce…

    Un caro abbraccio…

    Serenità

  2. domenico
    Lug 15, 2010

    Eh Eh ,grazie Davidone, il tuo incitamento è idrogeno puro. 🙂

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