Viktor Grebennikov : basso, radente, ma volo.

223d

 

Un giorno l’ entomologo russo Viktor Stephanovic Grebennikov (1927-2001) si trovava nella steppa siberiana, sulle rive di un lago salato a fare quello che una passione innata ed i suoi studi universitari lo avevano orientato a fare: capire il comportamento di zanzare, scarabei, coccinelle, lucciole, pappataci, calabroni e tutto quanto di meglio aveva da offrire il variegato mondo degli insetti volanti e non.
Perso nelle sue ricerche quasi non si rese conto del passare delle ore così che lesto si appressò il tramonto in quella landa desolata.
Controllata la entità della sua riserva d’acqua e verificato di avere appresso una buona dose di repellente per zanzare, egli svelto come una libellula si procurò una generosa quantità di sterco secco di vacca da bruciare ed in breve preparò un bivacco sotto le stelle, poi stanco si buttò sulla Terra della Grande Madre Russia per riposare.

Da, fece proprio così.

Chiuse gli occhi per staccare ma da subito si rese conto che qualcosa di insolito gli impediva di dormire. Una vibrazione, ronzio, una frequenza o tensione entravano nella sua testa rendendolo reattivo e vigile come un animale predatore. Prima si sentiva piccolo come una formica poi il suo essere si espandeva grande come il cielo. Sentiva distintamente il doppio battito del suo cuore ed in quelle condizioni non c’era verso di dormire.

Njet.

Aprì gli occhi e con gran sorpresa vide tutti intorno dei bagliori che quasi gli impedivano la vista dell’ insieme.
Nonostante si sforzasse questa sensazione sembrava perdurare, egli allora prese la decisione di spostarsi altrove per capire che poteva fare. Allontanatosi di un metro dal luogo in cui aveva avuto quelle che potevano sembrare assurde allucinazioni gli effetti non cambiarono, ma quando si spostò di cinque metri ogni sacramento si quieto’…
Provò più volte a tornare ed allontanarsi e di nuovo il fenomeno si ripetè, sino a quando il suo istinto da entomologo gli fece scoprire quale era la fonte di cotanta tensione.
Alcuni sostengono che gli bastò appoggiare la già confusa testa al terreno per avvertire un diffuso brusio , altri mormorano che scavò un poco di quella Terra della Grande Madre Russia per scoprire che si era appisolato su un enorme, affollatissimo ALVEARE!
Egli avvertiva distintamente sul suo corpo un flusso, una energia che fuoriusciva dal terreno e si innalzava invisibile ma percettibile come un fascio emesso verso il cielo. Prelevò dei campioni da analizzare ed il mattino dopo si avviò insonne ma felice verso Isilkul dove i suoi studi sugli insetti avrebbero preso la via di una misteriosa energia emanata forse dai corpi, dagli alveoli, dalle larve o magari dai pungiglioni di una miriade di api intente ad operare.

Grebennikov
Nei mesi di intenso studio successivi l’ entomologo scoprì che l’ emanazione era causata dalla particolare struttura e dalla forma dell’ alveare, che nel vuoto delle forme cave si accumula una forza fenomenale e Viktor Grebennikov denominò questo effetto CSE (cavità effetto strutturale) iniziò così a costruire prototipi con cavità artificiali replicando l’emissione di energia che spingeva verso l’ alto un flusso abbastanza potente da essere percepito dal palmo delle mani, sufficientemente forte da spingere e sollevare, talmente grandioso che in breve tempo a Viktor Grebennikov venne voglia di VOLARE.
Egli scoprì in seguito che le elitre di alcuni insetti hanno peculiarità antigravitazionali se avvicinate da strutture cave , capì così che anche le ossa umane hanno caratteristiche tali e che l’ energia emanata imponendo le mani non è dote di pochi individui ma una caratteristica generale. Pensò di comprendere quale misterioso meccanismo permette ad alcuni insetti di dimensioni ragguardevoli di librarsi in volo agevolmente malgrado l’ esigua dimensione delle ali , in Natura le galline , nelle stesse condizioni non possono volare.
Mise a punto un dispositivo, una pedana, costruendola con il principio CSE con cui le api fabbricano l’ alveare.

13s
Con quel trabiccolo lo scienziato Viktor Stephanovic Grebennikov, entomologo, artista e Uomo incasinato di variegati interessi nella vita ,si sollevò leggero da terra e in un giorno di marzo, nella primavera Siberiana, iniziò a volare.

Da!
Fonte (di Madre Terra Russa): quì
Altra fonte Umberto, un Uomo che prima o poi mi aspetto di vedere volare.

5 Comments

  1. Giovanni Negretto
    Ago 9, 2014

    Decisamente osservare la natura ed i suoi meccansmi, come ha fatto lo Scienziato Pier Luigi Ighina, e’ una alternativa efficace per tante situazioni relazionate con la energia ed il movimento dell’ uomo! In altra parole molte delle soluzioni relazionate con la energia ed il suo utlizzo, ce le abbiamo propio davanti ai nostri occhi!

    • domenico
      Ago 10, 2014

      Caro Giovanni, passano gli anni , le ricerche avanzano e sempre questa cosa mi vienne confermata: semplicità e osservare la natura, come fa lei va bene…

  2. Flavio
    Ago 15, 2014

    Domenico, trovo sempre un immenso piacere a leggere i tuoi articoli.
    Da, mnie ocin nraviza citat dibia!

    Grazie ancora per l’ERIM e spero di venirti a trovare un giorno 🙂

    con affetto,

    Flavio

  3. Giovanni Negretto
    Ago 15, 2014

    Caro Domenico,
    é propio vero!!!
    A parte con milioni di anni di esperienza e con una armonia perfetta!!!

  4. mariano
    Feb 24, 2019

    ho conosciuto Pier Luigi Ighina 44 anni fa partecipando alla costruzione di parti delle sue macchine………..una persona che amo per la sua bonta e ingenuita ma delle cose che ha raccontato forse se ne puo salvare poco e niente……..

Rispondi a Giovanni Negretto Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*